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  • Autore: EMMA
DIARIO DI UN MARITO  - Benevento Trasgressiva
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DIARIO DI UN MARITO - Benevento Trasgressiva

BREVE PREMESSA: ho trovato questo “diario” (in realtà credo che si tratti piuttosto di una serie di appunti, annotazioni, impressioni, anche se nell’intestazione c’è scritto: “DIARIO DEL …”) di mio marito molto, molto tempo dopo l’avvenimento (circa una diecina d’anni, durante un trasloco). Non ne conoscevo l’esistenza. Così come non conoscevo l’esistenza delle foto che vi sono inserire.
Ovviamente ho limato e corretto qualcosa (lo stretto indispensabile, a mio giudizio) per renderlo più scor-revole e fruibile come racconto ma ciò che è qui sotto riportato, non è che quanto lui scrisse all’epoca .



DIARIO:
La rampa di scale che porta al primo piano (zona notte della villa). La salgo lentamente e con passo felpato. Il breve corridoio è appena illuminato dalla scarsa luce notturna che penetra dall’ampia vetrata in fondo.
Le 4 porte che vi si affacciano sono chiuse: 3 di esse ermeticamente, la 4^ ha la porta soltanto accostata. Dalla sottile fessura tra stipite e porta filtra una tenue luce rosata e soffusa. Mi avvicino in silenzio: un leg-gero cigolio, qualche gemito soffocato, un respiro ansimante. Spingo leggermente la porta che scivola silenziosa sul cardini.
Per un attimo mi chiedo se non sia meglio lasciarla chiusa, quella porta pur sapendo benissimo quel che c’è aldilà; ma come si dice: occhio che non vede, cuore che non duole!
Cazzate!
Fermo sulla soglia, alla tenue luce dell’unica lampada accesa, la scena che si presenta ai miei occhi è deva-stante e sconvolgente. Sono tutti e due nudi sul grande letto matrimoniale; lui sotto, disteso sulla schiena, le gambe leggermente divaricate; lei gli siede in grembo, con la ginocchia ripiegate. Ha il busto piegato in avanti, il petto schiacciato contro il suo: non riesco a vederlo, ma è sicuro che si stanno baciando!
Le mani dell’uomo scorrono leggere lungo le cosce contratte della donna risalgono sulle natiche, le artigliano, le divaricano. Movimento, questo, che per un attimo mi dà la chiara visione del suo cazzo, grosso duro lucido di umori, profondamente immerso nella fica della donna.
Un lungo brivido mi scorre lungo la schiena, scosse brevi e concentriche partono dal ventre concentrandosi sul membro che sento irrigidirsi.
Credo che nessun uomo (che si possa definire tale) resterebbe indifferente di fronte ad una scena come questa; una scena maledettamente erotica, sensuale, arrapante!
Questa è la mia camera da letto, quello è il mio letto matrimoniale, la donna che si sta facendo impalare è mia moglie … ma l’uomo che la sta scopando non sono certamente io!
Una stilettata di gelosia! Una punta sottile che punge sotto lo sterno, proprio all’altezza del cuore: mia moglie tra le braccia di un altro! Soprattutto: mia moglie infilzata dal cazzo di un altro … e, soprattutto, sembra che la cosa la faccia godere!
Cazzo, ma non era questo che volevi? Non è forse questo il motivo delle lunghe estenuanti discussioni (talvolta sfociate addirittura in burrascose liti): il suo ostinato rifiuto, la sua indignata incomprensione dei motivi che mi spingono a chiederle una cosa del genere. E la mia accorata insistenza: giustificazioni, spiegazioni, motivazioni. Quasi due anni ci ho impiegato a convincerla, almeno in parte, che valeva la pena di provare, di vivere una esperienza nuova, diversa e dalla quale avrebbe potuto ritirarsi in qualunque momento lo desiderasse. E comunque con la certezza che, in ogni caso, non sarebbe mai stata capace di andare fino in fondo.
No?
Le mani dell’uomo risalgono ancora: dalle natiche sulla schiena; sfiorano, accarezzano, si uniscono in un saldo abbraccio che ancor più rende vincolante e profondo lo stretto contatto tra i loro corpi. Lui resta im-mobile nella sua posizione, come irrigidito; lei, con movimento ondulatorio, va avanti e dietro col bacino. Lentamente, ritmicamente. È un movimento fluido, continuo, che ad ogni andirivieni diventa più profondo, più intenso e, certamente, sente il suo cazzo sempre più invadente.
Lui le sussurra qualcosa all’orecchio (che non riesco a comprendere); lei tace ma intensifica le proprie spin-te. Poi d’improvviso si tende; stende le gambe ai lati di quelle dell’uomo, fa perno sulle mani e, stendendo le braccia,solleva il busto e inarca la schiena. Vibra, si scuote, ansima violentemente. Vedo chiaramente tendersi i muscoli delle sue cosce e del glutei.
So che sta godendo: conosco fin troppo bene i suoi orgasmi (anche se raramente così intensi).
Ed anche l’uomo sembra coinvolto da tanta intensità: vibra, si scuote a sua volta; puntando i talloni sul ma-terasso si tende, si inarca spingendo in alto, quanto più può, il bacino … ed il cazzo nella fica di mia moglie! Ora lo vedo chiaramente.
Ed altrettanto chiaramente capisco che stanno godendo entrambi. Insieme! Lui spinge in alto, con colpi secchi, bruschi, quasi violenti mentre una mano scivola lungo la schiena della donna, fermandosi all’inizio del solco tra le natiche e cerca di tenerla lì, ferma, schiacciata contro di sé. La donna, da parte sua, prende ad agitarsi muovendo il bacino su e giù: è un movimento breve ma rapido e convulso, quasi frenetico sinché anche lei si schiaccia con forza contro di lui. Restano così, immobili, l’una sull’altro, compenetrati fino in fondo
Poi, improvvisamente, lui ha come uno scatto nervoso, arretrando col bacino quasi a volersi sfilare:
“Cristo … - dice con voce alterata e preoccupata – ti sto venendo dentro … non è che …”
Ma la donna non lo lascia andar via , seguendolo nel movimento, ancor più spinge verso di lui facendolo affondare maggiormente.
“Si, ti sento … - gli dice in un bisbiglio, roco, gutturale, la voce rotta, saltellante – non fermarti … continua … non preoccuparti … anch’io sto venendo.”
E, come spossata svuotata priva di forza, si lascia andare abbattendosi sul petto del suo amante. Lui la stringe con forza. Si baciano. Con passione, con voluttà, ancora scossi dagli ultimi spasmi dell’orgasmo che li tiene fusi, avvinghiati.
Cazzo, ma davvero questa è mia moglie? Che sta invitando un uomo (che non sono io) a svuotarsi in lei, a riempirla, a godere di lei ed a farla godere in maniera così … così …
E dire che lei ha sempre sostenuto di non accettare il sesso fine a sé stesso, fatto così tanto per farlo. “Se non c’è coinvolgimento emotivo – mi ha detto spesso durante le nostre discussioni sull’argomento – che senso ha farlo?”
D’improvviso riapro gli occhi che, stupidamente, avevo serrato qualche attimo prima … perché? … per non vedere (o meglio: per cancellare) questa scena che, per quanto mi ecciti (e non vi è alcun dubbio sul grado della mia eccitazione) pure non avrei mai pensato di riuscire ad osservare così da vicino.
Mi aspetto di vedere mia moglie lasciarsi andare (come sempre accade quanto facciamo l’amore) completamente rilassata e scivolare a fianco dell’uomo, per poi scendere dal letto e precipitarsi in bagno a ripulirsi (non sopporta di sentirsi impregnata ed imbrattata dalle secrezioni orgasmiche) … ed invece …
Invece è ancora li, distesa su di lui, abbandonata, completamente aperta con una grumosa bava bianchiccia che le scivola lentamente fuori dalla fica. Ha il busto eretto spinto all’indietro e sostenuto dalle braccia tese, con le mani che puntano ai lati della sua testa. Il respiro corto e ansimante pian piano si regolarizza.
Le mani dell’uomo premono sulle sue reni; poi lentamente risalgono lungo la schiena attirandola verso di sé.
“Dio … - mi pare di sentirgli dire – sei … sei fantastica!”
Lei si china in avanti e gli chiude la bocca con un bacio. Lungo profondo voluttuoso.
Ma che cazzo aspetti a venir via di lì? È la rabbiosa, assurda, stupida domanda che vorrei porre a mia mo-glie. Ma che non riesco a far venir fuori. Perché ora vorrei che quella scena avesse termine: avete scopato … ed era questo l’obiettivo che mi ero proposto: vederla alle prese con un altro, osservarne le reazioni, studiarne i comportamenti (fermo restando che ero matematicamente sicuro che non sarebbe mai arrivata a tanto!). Il fatto è che quei due, sul mio … sul nostro … letto matrimoniale, non hanno scopato … hanno fatto l’amore!
E non hanno ancora finito!
Un braccio dell’uomo, attraverso la schiena, la tiene stretta premuta a sé … e non occorre un indovino per capire che continuano a baciarsi appassionatamente … mentre l’altra mano naviga sulle sue natiche; le accarezza; le preme; le palpa; ne gusta la soda consistenza. Sino ad incontrare il solco tra esse che prende a seguire in profondità con un dito.
Conosco benissimo le reazioni di mia moglie a tali manovre; infatti ha uno scatto nervoso quando quel dito incontra e preme la rosellina increspata dello sfintere. Uno scatto che la porta a contrarre i muscoli delle cosce e dei glutei ed a sollevare il bacino per sottrarsi a quella indesiderata carezza.
“Ehi … ma che fai?”
“Non ti piace?”
“No … smettila! … lì no!” (e più che risentita, come mi sarei aspettato, la voce di mia moglie mi appare im-plorante)
“Dio … hai un culo da … favola … meraviglioso!” ed ancor più affonda quel dito alla ricerca dello stretto per-tugio.
Agitando lateralmente il bacino, per sottrarsi a quella invadenza, lei continua a protestare.
“Dai, smettila … ti ho detto che lì non voglio!”
Ma lui sembra non averla nemmeno sentita; anzi ancor più spinge a fondo, fino a procurarle un “ahia!” di dolore, chiaro segnale che la pressione di quel dito ha avuto ragione della sua resistenza e le è penetrato nel culo … quel culo sinora “off limits” per tutti, me compreso.
Mossa assolutamente sbagliata, coglione!… perché non c’è nulla di più sbagliato, con mia moglie, che cer-care di imporle qualcosa che lei non voglia fare. Infatti sono convinto che adesso si scrollerà da quella posi-zione e, tornando finalmente in sé, metterà fine a questo stupido gioco (come ha sempre fatto con me).
Ed invece (cazzo, ancora un “invece”!) lei ha chiuso le gambe e, contraendo i muscoli di cosce e glutei, ha stretto le chiappe attorno a quella mano (per trattenerla? … per timore che fugga via?). Quella mano che, con ritmo costante vedo andare su e giù accompagnando, con movimento a stantuffo, la penetrazione del dito medio nel suo stretto orifizio.
Cazzo, ma quello le sta facendo un ditalino nel culo! E che lei sembra (sorprendentemente, almeno per me) gradire … gradire talmente da ravvivarle l’orgasmo precedente; almeno stando alle ritmiche contrazioni del suo culo che sembrano accompagnare e favorire la penetrazione di quel dito. Anche se continua a gemere e lamentarsi: “Fa piano … ti prego … piano!”
D’improvviso lui si blocca, mantenendo però affondato completamente quel dito, e le chiede dolcemente: “Vuoi che esca … che smetta?”
“No! – protesta lei con vehemenza – no … ti prego, continua … più veloce, più a fondo …”
E lui, che ha ripreso a stantuffarla con maggior lena: “E se sostituissimo il dito con il cazzo?”
“No … no …” grida lei, spaventata.
“Ma dai, proviamo! Ti garantisco che sarà più bello e piacevole per tutti e due!”
Silenzio da parte di mia moglie: soltanto un lungo gemito rantolante tra respiri brevi ed affannati …
Ma che cazzo aspetti a dirgli di no e mandarlo a ‘fanculo?
E infatti: “… però giurami che farai piano … e, se non mi piace, smetterai subito! Promettilo!”
Oh no, ! … no … no … questo no!
Qualche passo indietro: la porta, scivolando silenziosamente, si richiude; mi precipito verso la scala, con quel nodo allo stomaco che stringe sempre più e quella lama che punge il cuore sempre più profondamente. Scendo i gradini a due a due, ma devo bloccarmi di scatto tremando, scuotendomi, vibrando …
Cazzo, sono venuto nei pantaloni senza nemmeno toccarmi!


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26/01/2015 11:22

jekill

Ecco! Scritto ed esposto correttamente; le parole scorrono piacevolmente e quasi quasi la mano scivola giù... anzi, senza quasi.

19/06/2015 16:51

Pino

Trovo il racconto molto eccitante ... grazie

06/02/2015 19:51

Emma94

Piacevole....

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